Condivido il pensiero di Billy Costacurta dopo la vittoria del Milan nel derby: adesso le prove di maturità sono gli avversari più abbordabili, come il Ferencvaros giovedì in Europa League. Il club rossonero ha vinto solo 3 trofei negli ultimi 14 anni, non si può permettere di snobbare nessuna competizione o di considerarla meno importante di altre. L’accesso in Champions nella prossima stagione è sicuramente un must, però l’aria internazionale deve tornare ad essere respirata a pieni polmoni come è nella storia.
Grande squadra ungherese del passato, in particolare per la rivalità con la leggendaria Honved, per le sue innovazioni tattiche e la presenza di campionissimi, come l’attaccante Florian Albert che nel 1967 vinse il Pallone d’oro, oggi è ormai molto ridimensionata. Terza in campionato a 2 punti dalla vetta, è però a punteggio pieno in Europa League, dove è approdata grazie ai playoff e alla 1a giornata ha battuto il Celtic a Glasgow per 3-1. Contro Torreense e Victoria Plzen le altre 2 vittorie.
L’occasione per i ragazzi di Amorim, a San Siro, non può essere sprecata. Serve adesso continuità, perché se pensiamo dove potrebbero essere in campionato senza aver scialacquato i vantaggi con Sassuolo (in particolare) e Bologna, la rabbia sale. Bisogna anche cancellare le brutte prestazioni e le relative sconfitte contro Benfica e Bournemouth.
L’altra insidia che minaccia il Milan sono i calci d’angolo avversari. Confesso di non capire come (e perché) si dispongano i giocatori, tutti schiacciati e in fila nell’area piccola: i gol subìti contro Sassuolo e Inter certificano una volta di più come, subito dopo gli abbracci non proprio affettuosi prima che il corner venga battuto, si guardi la palla invece degli avversari. Troppo, davvero troppo vulnerabile la squadra in queste circostanze.
È il momento di alzare definitivamente l’asticella e fissarla bene. In campionato e soprattutto in EL, gli sprechi sono già stati troppi e non se ne possono aggiungere altri per non compromettere definitivamente qualsiasi ambizione

