Adesso un aiuto dal mercato può fare la differenza – di Andrea Bosco
Il Milan, dopo 95 minuti vissuti con preoccupazione, tensione e gioia finale, mantiene il primato della classifica battendo 3-2 un buonissimo Torino. Una vittoria fondamentale non solo per reagire all’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Lazio, ma anche per dare un messaggio forte al campionato dopo le vittorie di Inter e Napoli.
Nonostante le difficoltà, le assenze, gli infortuni, un Allegri relegato in tribuna stampa e una rosa palesemente corta, il Milan è riuscito a portare a casa tre punti che valgono doppio. Sono queste le partite che fanno innamorare ancor di più i tifosi. Quelli veri, che soffrono e gioiscono con un bipolarismo sano e genuino, non quelli che gufano e tifano contro perché ossessionati dall’idea di una proprietà americana speculatrice.
Siamo da scudetto? Considerando il valore dell’undici titolare, un sergente come Max in panchina e un solo impegno a settimana, vien difficile non inserire i rossoneri tra le candidate al tricolore. Ma è innegabile nutrire dei dubbi sul percorso a lungo termine: basta dare uno sguardo all’attacco e al reparto difensivo per rendersi conto di come questa squadra non potrà reggere per molto senza un intervento mirato nel mercato di riparazione.
In difesa siamo contati, con il solo De Winter come prima ed unica alternativa di livello. Mentre in attacco non è un problema numerico, bensì di caratteristiche degli interpreti attualmente a disposizione. Se Pulisic ha nelle sue corde il ruolo di seconda punta, Leao e Nkunku risultano oggettivamente fuori ruolo. Rafa ha i colpi del fuoriclasse, quindi, in un modo o nell’altro, sa sopperire ai suoi limiti tattici, riuscendo sempre ad inventare la giocata. Nkunku, invece, è in evidente difficoltà. Ed è un peccato, perché parliamo a mani bassi di uno dei dieci trequartisti più forti attualmente in Europa. Semplicemente gioca in una posizione non sua e Allegri gli chiede un lavoro che non è in grado di svolgere. E lo stiamo vedendo.
Se si vuol puntare in alto e provare a compiere qualcosa di straordinario e inaspettato fino a qualche mese fa, bisogna necessariamente rinforzare la rosa. Serve obbligatoriamente un attaccante di peso lì davanti e un difensore che sappia fare sia il centrale che il braccetto. Poi, opinione personale, andrebbero rinforzate anche le fasce. Athekame rimane un oggetto misterioso ed Estupinan non si è ancora integrato perfettamente nello scacchiere di Allegri. Un Bellanova, che può giocare sia a destra che a sinistra, sarebbe l’ideale, considerando che è pure cresciuto nel settore giovanile rossonero.
Questa squadra non avrà un gioco spumeggiante, ma ha personalità da vendere. L’impegno, la passione, la dedizione e la professionalità ci sono: adesso un aiuto dal mercato può fare la differenza.


Lascia un commento