Anche a casa Juve con fame e coraggio – di Ivano Granato

Le partite di inizio campionato si sottovalutano. Inutile girarci attorno, lo facciamo un po’ tutti: tifosi, addetti ai lavori, giocatori stessi. E invece sono i punti meno roboanti, ma più robusti. Se li hai messi in cascina sono tuoi e magari in fondo i calcoli li faranno gli altri.
Il Milan di Amorim è alla vigilia di una settimana da brividi servita dal calendario sull’asse Torino- Roma. Dopo, inevitabilmente avremo qualcosa in più da dire o da ridire. E se saremo illusi o illuminati, intontiti o esaltati, lo vedremo.

Intanto all’Allianz stadium Alphadjo Cisse – 19 anni e piedi da favola – insegue la terza consecutiva da titolare. Amorim ha coraggio e non è una cosa scontata. Che il ragazzo meriti, nessun dubbio.
Appena qualche settimana fa impazzivo alla sola idea che il Milan lo potesse lasciar partire senza riflettere. Non è accaduto. Bene così. Una mia personale valutazione: al momento non bastano due Hutchinson per fare un Cisse.
Tornando alla gara di Torino: credo in un Juve-Milan intenso e meno tattico.
Diego Moreira alla sua prima uscita, con Musa che, dal vialetto di Milanello, ha ora in mano le chiavi del centrocampo. Aspettiamo di vederlo al cospetto dalla mediana di Spalletti che comunque fa i conti con assenze pesanti (Yildiz) e altre che potrebbero rivelarsi decisive (Cambiaso, McKennie). Sono poi molto curioso di vedere sotto pressione Gonçalo Ramos per il quale, lo ammetto, non stravedo.
Un pensiero per Rabiot. È ormai giocatore totale, da tenersi stretto stretto e per un bel po’.
Detto questo, la rosa del Milan non mi convince e non è completa, ma vedo un gruppo di ragazzotti con la “fame” giusta. E anche con testa lucida e connessa. E questo – già da domani sera – penso possa fare la differenza.