COM’È POSSIBILE, BOLLITI A PRIMAVERA…? – di Giovanni Nardiello

È chiaro che dopo la disastrosa sconfitta patita contro l’Udinese, sia molto facile farsi prendere dallo sconforto e considerare fallimentare la stagione che sta per finire. Forse non è così, forse non si poteva fare di meglio, forse ha ragione chi sostiene che l’allenatore ha ottenuto il massimo dalla rosa che gli è stata messa a disposizione e che, probabilmente, non è quella che avrebbe voluto (ma, in tal caso, non essendo un novellino, avrebbe dovuto imporre maggiormente la propria volontà alla dirigenza). Ma come è possibile che la partita più importante della stagione, quella del 15 marzo all’Olimpico contro la Lazio più derelitta degli ultimi anni, falcidiata dagli infortuni e lacerata dalle contestazioni, sia stata affrontata in modo così sconcertante? Come è stata preparata? E cosa dire della sconfitta annunciata al “Maradona”, contro un Napoli tutt’altro che trascendentale? Come è possibile che questa squadra, che ha giocato trenta partite sia bollita come se ne avesse giocate sessanta? Non ci sono responsabilità da parte dello staff tecnico? Non credo che si possa affermarlo. A me sembra che Allegri stia facendo del suo meglio per dare ragione ai suoi detrattori. Temo che, così come Leao abbia finito la benzina e sia avviato a qualche esilio dorato in Arabia o in MLS, anche il livornese abbia imboccato il viale del tramonto. Fino al 15 marzo il cerone del “risultatismo” era riuscito a mascherare in qualche modo la pochezza della “proposta di gioco”, sostanzialmente affidata a iniziative individuali. Ora la maschera è caduta e siamo tornati alle brutture degli ultimi anni. E poi cosa pensare della campagna acquisti? Sono stati spesi più di sessanta milioni per due panchinari (Jashari e Ricci). Sono veramente così scarsi? Possibile che il quarantenne Modric debba giocare tutte le partite? Non si sono voluti spendere 35 milioni per Hojlund e si è preso Nkunku per la stessa cifra? Come affronteremo la Champions League, ammesso che si riesca a qualificarsi? Fare brutte figure nel massimo torneo continentale è facile, come hanno dimostrato le “dominanti” corazzate che dettano legge nel nostro esaltante campionato. L’anno prossimo ricorrera’ il ventesimo anniversario della nostra ultima vittoria. Ricordarlo dignitosamente dovrebbe essere un “must”, per chi ricorda da dove veniamo. Dubito fortemente che in via Aldo Rossi qualcuno sappia di cosa sto parlando.
Confidando in tempi migliori, nei quali credo sempre meno, speriamo di qualificarci alla Champions.