Il pensiero di Bruno Ascoli

A livello di giocatori eravamo e siamo una buona squadra. L’anno scorso solo l’Inter ci era superiore, quest’anno alla sempre forte Inter si è aggiunta il Napoli. Ma nel calcio 2 + 2 raramente fa 4. Il problema del Milan è (purtroppo) molto più in profondità. Berlusconi ci ha lasciato in una situazione disperata e la gestione delle stagioni successive è stata pessima sotto molti punti di vista, tra cui la poca pazienza di gente diventata tifosa col primo Milan di Berlusconi e non disposta a tifare una squadra non vincente. Da qui la frase “siamo il Milan” anche in stagioni dove i giocatori di oggi erano un lontano miraggio. Il risultato è stato: un ambiente che aveva bisogno di una lenta e ponderata ripresa, prima si è cullato sul passato non capendo che la Storia è importante ma non deve diventare una comoda poltrona su cui adagiarsi e poi, preso dalle sMANIE di grandezza subito, ha iniziato a fare squadre senza capo né coda. L’unico momento in cui il mare in tempesta ci ha permesso di riparare i danni e fare un piano di navigazione è stato quando Paolo Maldini, Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli hanno azzeccato tutto ciò che era possibile azzeccare, iniziando un percorso virtuoso, dopo un decennio di nulla. Quel percorso è stato bloccato inspiegabilmente dall’attuale dirigenza, che ha messo al freddo un paziente che si stava riprendendo dopo una polmonite. Ciò che succede oggi va molto oltre un buon allenatore e dei buoni giocatori. È uno “spleen” calcistico che ha bisogno di calma e competenza per iniziare un percorso di guarigione. Ma purtroppo, con in aggiunta una parte infetta di supporter che gioiscono e tifano perché le cose vadano male (l’ambiente scende in campo e di questo ne sono convinto), in questo momento non c’è nulla che possa portare ad una ripresa.