VERGOGNA: ci avete tolto tutto – di Alessandro Valentini

Ci sono sconfitte che fanno male. E poi ci sono stagioni che lasciano qualcosa di peggio: il dubbio.

Non il dubbio legato a un errore arbitrale, a un episodio, a un palo al novantesimo. Ma il dubbio che qualcosa, dentro il Milan, si sia rotto davvero. E che qualcuno abbia smesso di remare nella stessa direzione proprio nel momento in cui serviva di più.

Le ultime notizie sulla presunta lite tra Allegri e Ibrahimovic e le continue voci di fratture interne allo spogliatoio, non fanno altro che alimentare una sensazione che molti tifosi avevano già maturato guardando le ultime partite. Perché questo Milan, fino a un certo punto della stagione, aveva disputato un grande campionato. Con limiti, certo. Con difetti evidenti. Ma aveva costruito un vantaggio importante e la qualificazione in Champions League sembrava alla portata.

E allora viene inevitabile pensare una cosa terribile: solo non impegnandosi si poteva buttare via tutto in questo modo.

La partita col Cagliari ne è stata la dimostrazione più dolorosa. Una squadra scarica, svuotata, quasi senza anima. Come se il risultato fosse l’ultima delle priorità. E invece per il popolo milanista era tutto. Perché la Champions non è solo un obiettivo economico: è il posto naturale del Milan. È la nostra storia. È ciò che siamo.

E mentre in campo vedevamo una squadra incapace di reagire, sugli spalti c’erano quasi 80 mila persone a trascinare la squadra. Ottantamila. Una dimostrazione d’amore gigantesca, nonostante gli ultimi mesi di delusioni e confusione. Un popolo che chiedeva solo una cosa: vedere il massimo impegno.

Per questo tutto ciò è inaccettabile.

Non possono uscire notizie che facciano anche solo pensare che qualcuno abbia remato contro, che ci siano stati giochi di potere più importanti del bene del Milan. Non può esistere il dubbio che non tutti abbiano dato tutto per raggiungere la Champions League. Perché quando si arriva a questo punto, viene tradito qualcosa di molto più profondo di una semplice stagione sportiva.

Personalmente, insieme a dei miei cari amici, pur vivendo a quasi 900 chilometri da Milano, finché c’è stato Paolo Maldini siamo stati abbonati a San Siro. Organizzavamo viaggi, trasferte, sacrifici. Perché sentivamo il Milan vicino. Sentivamo che esisteva ancora un’identità, una figura capace di compattare ambiente, tifosi e squadra anche nei momenti difficili.

Oggi ci hanno tolto tutto: la speranza, l’entusiasmo, la voglia.

E forse chi gestisce il calcio moderno non capirà mai davvero questo punto. Per noi — milanisti ed europei in generale — il calcio è parte della nostra cultura, non potrà mai essere solo uno show all’americana. Non sarà mai il Super Bowl, non sarà mai una partita NBA costruita solo come prodotto e intrattenimento. Il Milan non può diventare soltanto business, marketing, strategie finanziarie e giochi politici.

Perché il Milan è appartenenza. È sofferenza. È identità.

E vedere che l’unica figura che, dopo una stagione del genere, avrebbe dovuto fare un passo indietro, sia invece ancora al centro delle decisioni future, tra allenatore e ruoli dirigenziali, è qualcosa che va completamente contro ciò in cui abbiamo sempre creduto.

Ci sentiamo presi in giro.

Perché nelle ultime domeniche, mentre noi soffrivamo davanti alla televisione o sugli spalti, sembrava quasi esistere un piano già scritto. Una lenta deriva verso il fallimento sportivo, accettato con troppa leggerezza da chi avrebbe dovuto difendere il Milan sopra ogni cosa.

E allora no, tutto questo non è accettabile.

È una mancanza di rispetto verso chi lavora ogni giorno a Milanello, verso i dipendenti del club, verso i giornalisti che seguono il Milan con serietà e soprattutto verso ogni singolo tifoso che continua a esserci. Quelli che ancora volevano credere che il calcio si decidesse sul campo, in novanta minuti, con il sudore e con il cuore.

Oggi quella fiducia si è incrinata.

E questa è la sconfitta peggiore.

Vergogna.

Forza Milan, SEMPRE.

Alessandro Valentini, un tifoso rossonero

Il Talk show dei tifosi rossoneri