Prima partita del campionato di serie A 2025/2026 e prima sconfitta per il Milan di Allegri, che perde in casa 2-1 con la Cremonese.
Chi scrive avrebbe potuto scrivere da parecchio tempo, ma come sempre preferisce farlo quando è importante farlo. Il calcio d’estate, le trattative di mercato, i moduli, le analisi pre-stagione: dal mio punto di vista tutto ciò lascia il tempo che trova. Adesso è il momento di esporsi, di analizzare, perché i primi 3 punti in classifica sono ormai persi, conquistati da un’onesta Cremonese e da un onesto allenatore chiamato Davide Nicola. Quindi, prima di tutto, onore al merito a quest’ultimi.
In casa rossonera, invece, ciò che manca ormai da anni è l’equilibrio da parte di tutti. Squadra, tifosi, addetti ai lavori, tutti. Ci si esalta per il colpo di mercato, per la cessione milionaria, per la vittoria contro il Bari. Ci si deprime per la prima sconfitta, per il mancato arrivo di Tizio, per la cessione di Caio, ed in mezzo una quintalata di Sempronio assortiti. Sull’altalena del giudizio siamo sempre confinati agli estremi: da una parte la gioia raggiante che ti rende potenzialmente invincibile, dall’altra il disastro che ti fa vedere tutto nero. Ciò che serve è l’equilibrio, unico vero leitmotiv per giudizi sensati, sereni, che partono da chi scrive ed arrivano a chi legge.
La squadra attuale ha bisogno di equilibrio. Ai miei occhi il Milan è momentaneamente un cantiere aperto, che tenta di ricostruire dalle macerie della deludente, amara e sportivamente inconcludente stagione scorsa. Ci si aspettava una sconfitta alla prima partita? Sinceramente no, ma le aspettative vanno gestite e dosate, perché ti aspetti fuoco e fiamme quando non devi aspettarti fuoco e fiamme.
Il campo ci dice che il Milan, e parecchi giocatori, non sono ancora pronti per farci sognare. Estupinan è al momento un pesce fuor d’acqua. Deve capire che in Italia serve rapidità di testa e pensiero, deve sapere cosa fare della palla prima ancora di riceverla, in caso contrario si rischia un accumulo di palloni persi che ti espone a seri pericoli.
La fase difensiva deve prodigarsi in un convinto step di qualità, senza amnesie che lasciano l’avversario da solo per segnare fantastici eurogoal – complimenti sinceri a Bonazzoli, comunque. E il mister deve capire con che modulo giocare, perché il 3-5-2 non convince granché e osservare Tomori sgambettare sulla destra è alquanto straniante.
Detto ciò, la lucida consapevolezza del cantiere aperto mi porta a calmare gli animi disfattisti che leggo in questo momento. Il Milan non andrà in serie B, non ha come obiettivo far versare lacrime amare al tifoso, e non acquista giocatori rotti per il piacere di farlo – vedi Boniface. Credo che questo Milan, oggettivamente, abbia delle potenzialità; serve solo il tempo di trovare quell’equilibrio fondamentale in qualsiasi ambito della vita. Di conoscersi in allenamento e far fiorire la confidenza in campo. Appena Modric conoscerà i compagni e viceversa, potremo assistere a belle trame di gioco, di cui qualche lampo si è già visto ieri – Professor Modric è un gran giocatore. E se Leao finalmente farà sbocciare il suo talento, avremo un fuoriclasse in più, fermo restando che anche lui deve trovare l’equilibrio – senza caricarlo di aspettative messianiche.
In fin dei conti è stato lo stesso Allegri a dircelo. A Marzo si vedrà se questo Milan ha i punti in classifica per sognare o per raggiungere l’obiettivo minimo del quarto posto. Giungere a giudizi definitivi oggi, dopo soli 90 minuti, è non solo insensato ma francamente stupido. Quindi equilibrio, da parte di tutti: è l’unica cosa che serve.

