Due giorni di teorie complottiste solo per addolcire quel -10 in classifica – di Andrea Bosco
Sono milanista fino al midollo. Chi mi conosce lo sa e quei pochi ma fedeli seguaci sui social lo leggono ogni giorno. Ma se c’è una cosa che più mi infastidisce è vedere il mio Milan scaricato da ogni responsabilità: come se fosse gestito, allenato e rappresentato da bambini incapaci di difendersi e ammettere le proprie colpe.
Il Milan è stato penalizzato dagli arbitri in questa stagione? Sì, avremmo potuto avere 4 o 5 punti in più. E sarebbe bello vedere di tanto in tanto anche l’elenco dei favori, non solo quello dei torti – e non mi riferisco solo a questa stagione.
Ma quanti punti ha perso il Milan per errori tecnici o per mancanza di concretezza offensiva, mascherati dall’imbattibilità che durava da Agosto? Quante volte abbiamo visto dei primi tempi copia e incolla, come se la squadra fosse incapace a recepire e registrare gli sbagli commessi?
La classifica rispecchia i valori in campo: non sono parole mie, ma di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, un uomo a cui gli alibi non son mai piaciuti.
Forse oggi, se gli arbitri avessero applicato il protocollo con uniformità, saremmo a -7 o a -6, ma la sostanza non cambia: il Milan è secondo perché oltre non può andare. Lo ha dimostrato in questi mesi, inciampando quando non avrebbe dovuto e vincendo quando nessuno se lo sarebbe aspettato, mostrando discontinuità più nelle prestazioni che nei risultati.
Capisco che l’episodio Bastoni – Kalulu abbia creato un spaccatura insanabile ai fini della trasparenza, ma davvero qualcuno crede che l’Inter sia prima perché è favorita dall’AIA? Bisogna essere onesti con se stessi una volta tanto. Comprendo che ammettere la superiorità dei cugini sia complicato, io stesso mi mordo la lingua nel farlo o nel pensarlo, ma è un film già visto. Ricordo ancora cosa si diceva sulla Juventus che ha dominato per 9 anni: in Italia c’è sempre stato questo pensiero diffuso a reti unificate che vede la prima in classifica ricoprire quella posizione perché “ruba”. Ma è una roba da bar, da social, cospirazioni per antisportivi, per gente che rosica.
L’Inter ha dimostrato di avere dei difetti, ma anche di aver imparato a dosarli, mostrandosi la squadra più costante fino a questo momento.
C’è una gran fetta di tifoseria che ha messo su due giorni di teorie complottiste solo per addolcire quel -10 in classifica, perché fa male vedere il Milan così dietro rispetto all’Inter, come ha fatto male nel 2024 o lo scorso anno. E’ umano, sacrosanto, ma è inutile mascherarlo urlando “Marotta League” a colazione, pranzo e cena fortificati dalle parole di Saviano. Non serve a niente e non aiuta la squadra in alcun modo.
La stagione del Milan rimane, dal mio punto di vista, positiva. Ricordiamo dov’eravamo e com’eravamo lo scorso anno e guardiamo dove e come siamo oggi. Allegri ha compiuto un ottimo lavoro e mi auguro rimanga con noi a lungo. Ma abbiamo dei limiti e non dev’esserci niente di male ad ammetterlo. Nasconderlo attribuendo ogni colpa agli arbitri che, precisiamo, quest’anno hanno penalizzato un po’ tutti, è la chiara testimonianza di chi non riesce a guardare oltre il proprio tifo. E chi criticava quei giornalisti e opinionisti di fede nerazzurra che difendevano a tutti i costi l’indifendibile Bastoni, beh, non è migliore di loro.
Io finchè la matematica non ci taglierà fuori, continuo a crederci, consapevole che questo Milan, sulla carta, non è attrezzato numericamente e qualitativamente per vincere il tricolore.


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