IN RICORDO DI MIRKO NIEDDU- MIRKO VIVE

Mirko Nieddu, conosciuto su X come @MirkoSavona faceva parte di #MilanSpace. L’ho conosciuto proprio su X. Facevo parte del suo gruppo “Restiamo Uniti” nato durante il periodo del COVID. E l’ho coinvolto nel progetto di #MilanSpace insieme agli altri, con Johnny, Alessandra, Stefano e Marco. Lui che è stato ed è un grande milanista ex membro della fossa dei leoni di Savona. Ci scambiamo il numero, creiamo un gruppo su WhatsApp di #MilanSpace e iniziamo a conoscerci. Non siamo riusciti mai a incontrarci di persona. Io vivo a Spoltore, in provincia di Pescara. Lui a Savona. Siamo molto distanti come logistica ma non come affinità di pensiero. Siamo uguali di cuore. I nostri cuori hanno gli stessi colori, il rosso e il nero. Abbiamo avuto vicissitudini simili, lavorative, economiche e per quanto riguarda delle situazioni famigliari. Io mi sono occupato di mio nonno che ora che non c’è più, così come mi occupavo di mio padre facendo le nottate in ospedale. Lui morto per diabete. Mio nonno materno soffriva di demenza senile e di Alzheimer però era gli inizi della malattia. Mirko si occupava della madre che ha gli stessi problemi ma è invalida al 100% e prendeva una miseria di pensione. Mirko ha dovuto rinunciare diverse volte al lavoro per occuparsi della mamma. Lui era stato in Africa per delle missioni, era animalista e faceva parte di una associazione. Amava molto gli animali e la natura. Era vegano. Diceva sempre: “nessun animale deve morire per colpa della mia gola”. Ha fatto il buttafuori nelle discoteche e ha veramente passato la sua vita dedicandosi agli altri. Al prossimo che era in difficoltà. Era molto altruista. Diceva che preferiva donare agli altri anziché pensare a se stesso. Lo faceva stare meglio.

Negli ultimi anni Mirko era rimasto solo. Il padre non c’era più, non aveva famigliari vicino con il quale stava in contatto. E lui si dedicava alla madre h 24. Il Milan era il suo unico svago. La sua unica possibilità di evasione da una vita molto difficile. L’unico dono che si è fatto a sé stesso, l’amore per il Milan. Ereditato proprio da suo padre. Lo stesso Mirko racconta che una delle volte che suo padre si era svegliato da un coma, la prima cosa che gli chiese è “cosa ha fatto il Milan”. Aveva un amore viscerale per il Milan e per Franco Baresi . Si emozionò tantissimo quando Franco Baresi ricambiò il suo follow e iniziò a seguirlo su X. Conosceva Christian Panucci, aveva giocato a calcio con il fratello di Panucci, che lui diceva essere anche più forte di Christian ma non aveva avuto la stessa fortuna calcistica. Nel corso degli anni durante #MilanSpace ha condiviso molti suoi aneddoti sia calcistici che di vita, ci ha donato tanti ricordi, anche sui suoi trascorsi da ultras della fossa dei leoni di Savona. Ne parlava benissimo. Parlava di questa sorta di famiglia rossonera, pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro anche facendo collette per chi era in difficoltà e non riusciva a comprare il biglietto per vedere il Milan.

Lui veniva da quel mondo Ultras lì, quello della Fossa dei leoni, e lo rivendicava con orgoglio. Amava molto la musica ed era un “complottista” come me. Anche in questo ci siamo trovati e confrontati tante volte su diverse tematiche, dell’attualità, della politica ma anche sulla vita, tematiche legate alla spiritualità e a tanto altro. Mirko era una persona molto sensibile e profonda. Aveva sofferto molto, prendeva le medicine per il cuore ed è un uomo che ha dovuto affrontare tante vicissitudini nella vita. La vita con lui non è stata generosa. Proprio per niente. È un uomo che ha sofferto parecchio. Oltre a confrontarci sul calcio e sul Milan, sia a #MilanSpace che negli altri spazi del Milan X, io e lui eravamo molto combattivi sui torti arbitrali subiti dal Milan, ci confrontavamo spesso su tematiche “complottiste” e di vita. Ho tentato di conoscerlo di persona invitandolo a Spoltore quando organizzai l’evento con Zeman con Luca Serafini e Pippo Russo. Mi sono offerto anche di pagargli l’alloggio ma lui era proprio impossibilitato a muoversi per via della sua situazione. Doveva sempre occuparsi della madre. Questo, per cause di forza maggiore, lo ha portato anche a isolarsi. Si era un po’ allontanato da tutti. Per forza di cose. Sono riuscito tuttavia a regalargli il libro di Luca Serafini che gli ho spedito. Insieme ascoltavamo gli spazi di David Icke. Lui parla e capisce benissimo l’inglese e quindi spesso mi traduceva quello che si diceva negli spazi su X di David Icke e ci si confrontava su WhatsApp. Quelle volte che poteva perché era spesso impegnato a dare continua assistenza alla madre.

Mirko aveva anche una gatta che gli teneva compagnia. In uno degli ultimi messaggi che mi ci sono scambiato su WhatsApp, poco prima che morisse il 3 febbraio del 2026, ci siamo appunto confrontati sulla tematiche trattate in uno degli spazi di David Icke, sugli Epstein Files, sulla guerra Russia-Ucraina. Su Israele e su ciò che era stato detto da Icke. In uno degli ultimi messaggi ci confrontavamo sulla nostra società, quella in cui viviamo . Sul fatto che poche famiglie potenti decidono le sorti del mondo creando questo sistema disfunzionale alla base che non ci permette di essere liberi e di autodeterminarci come meglio crediamo portando noi stessi e la nostra vera essenza nel mondo. Mi scrisse “che mondo di merda, non immagini quanto soffra a vivere così”. E io gli risposi: “idem. Da morire. Perché potremmo vivere liberi. E in pace. Se solo ci svegliassimo in massa” Lui mi rispose “Tristezza”. Mirko c’è l’aveva con gli americani. Mi scrisse: “Pensa che hanno ucciso 100 milioni di nativi americani. Gente che chiedeva scusa a madre terra se strappava un filo d’erba. Li hanno sterminati. Li odio. È più forte di me”. Mirko odiava il male, la cattiveria. Era un uomo buono, vero, perbene.

Nella frase “gente che chiedeva scusa a madre terra se strappava un filo d’erba” c’è tutta l’essenza di Mirko. La sua frase fissata sul suo profilo X scritta da lui dice: “Possa ogni essere vivente restare libero dal dolore”. Ed è questo l’augurio più profondo che io rivolgo a te caro Mirko, che tu possa stare in pace e non soffrire mai più. Eri un ‘invisibile’, un ‘ultimo’ come me al quale la vita ha riservato un destino troppo crudele che tu non meritavi assolutamente. Che tu possa ora stare nella luce e nella pace. Tu caro Mirko dicevi sempre che noi siamo energia. Un giorno ci ritroveremo, dall’altra parte del velo, e saremo nella pace e nell’armonia. Insieme. Ci riconosceremo. Le nostre coscienze, la nostra energia potrà finalmente essere libera dal dolore terreno. Salutami tutti lassù. E veglia su di noi. E su di me. Ora so di avere un amico in cielo che potrà guidarmi nel mio percorso terreno. Sono certo che lassù quando ci ritroveremo ti riconoscerò nella tua essenza più pura. Con te che mi dirai “noi complottisti già sapevamo”. A presto Mirko. Che tu possa avere tutta la pace che meriti. Vivrai sempre nella mia mente e nel mio cuore. Mirko vive.

2 Comments

  • Nicola

    La perdita per una persona cara o di un amico o conoscente , si dice sia solo per chi resta ma non per chi va. Si dice che il Signore dia “ la croce “ solo a chi ha la forza per sostenerla e solo chi sia in grado di accollarsela nonostante le difficoltà. Si vede che Mirko ( o suoi simili ) sia uno di questi , quasi un prescelto perché si dice sempre che a volte i fiori vengono strappati dal prato dal Signore per un suo disegno già scritto alla nascita. Si dice , si dice , si dice ma secondo me più che si dice, e’ la VERITÀ! Queste persone, come Mirko, non le senti ma fanno tanto rumore , e ora che non c’è più questo rumore è quasi assordante.
    Se n’e’ andato in punta di piedi senza manco disturbare, quasi non volesse dar fastidio. Anche io non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona , ma non nego che ogni volta che vedevo la sua immagine come partecipante nello space , entravo ad ascoltare un suo pensiero o un suo consiglio. Ovvio che parlare di una persona senza conoscerla è complicato ma a sensazione , a pelle , oggi posso affermare che nel leggere tanta tristezza nei post , lui fosse UNO DEI POCHI, UN GIUSTO, un esempio da seguire.
    L’amore per il Milan, l’amore per la natura e per gli animali e l’odio per un mondo che non lo soddisfaceva, sono il messaggio che ci lascia…
    Che la terra TI sia lieve, fratello rossonero, e se per caso in Paradiso dovessi mai incontrare un signore di nome Francesco, caro Mirko, salutamelo. E’ mio papà , mancato il 15 febbraio 2025… puoi parlarci, se ti va perché anche lui era un cuore rossonero!
    Riposa in pace e in gloria per l’Eternita!

    Con affetto, Nicola!

    • AngelRedBlack

      Mirko era davvero una persona rara. Fa davvero male perchè confrontandomi con lui percepivo la sua sofferenza. Perchè Mirko faceva una vita molto limitata. Pensa che stava anche, poco prima di morire, organizzandosi per aiutare i senza tetto di Savona. Quando muore una persona come Mirko si soffre davvero tanto perchè se va un uomo di spessore. Quando muore una persona perbene e buona si soffre. Ma fa anche male il fatto di non essere stato nelle condizioni di poterlo aiutare al meglio. Sono certo.che avendo avuto situazioni simili, magari da lassù aiuterà in qualche modo. Sono certo che qualunque cosa farò, se ci sarà l’aiuto di Mirko, sono sicuro che ne riconoscerò la firma. Mi piace pensare e credo che sia da qualche parte. Aveva studiato con Mauro Biglino. Sosteneva che noi siamo energia. E quindi sono certo che ora ovunque lui sia, sta sicuramente bene e farà di tutto per aiutare me e chi lo ricorda con dolore e affetto.

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