Quando nei primissimi giorni di giugno è stato annunciato Massimiliano Allegri come nuovo allenatore dell’AC Milan mi sono detto e probabilmente gran parte dei tifosi del Milan : ” FINALMENTE!”. Si perchè dopo diversi anni è stata affidata la panchina del Milan ad un top allenatore che, può piacere o meno, ma ha dimostrato di saper vincere, reggere le pressioni e gestire situazioni complicate sia in società sia nello spogliatoio. Quello che sto vedendo nelle prime giornate di campionato dimostra quanto sia importante circordarsi di persone competenti, di esperienza che possano permettere alla squadra di crescere e portare risultati. Vedo un Allegri diverso, sia a livello di comunicazione sia a livello tattico. Pochi proclami ma duro lavoro e una consapevolezza : Il Milan deve giocare la Champions League ogni anno, questo deve essere il mantra ma soprattutto un passaggio che mi è piaciuto molto delle sue parole è che il Milan deve vincere le partite, questa deve tornare ad essere la normalità. Dal punto di vista tattico, invece, il principio rimane sempre lo stesso nelle squadre di Max Allegri : non prendere gol. Questo principio fondamentale è riuscito subito a trasmetterlo ai suoi ragazzi che l’anno scorso facevano fatica a difendere da squadra. Forse rispetto l’anno scorso abbiamo meno qualità individuali dopo le partenze di Tiji e Theo ma sicuramente la squadra di quest’anno ha una sua logica e quella parola che amo spesso ripetere nei miei editoriali : EQUILIBRIO. Questa è la base per vincere non solo le partite ma i campionati e più in generale le competizioni internazionali. Possiamo riportare l’esempio del Liverpool, criticato nell’ultimo periodo, soprattutto dalla sua leggenda Carragher dopo le due sconfitte con Gala e Crystal Palace. Si sottolinea quanto il calcio e nello specifico le partite di Arne Slot di quest’anno si avvicinino molto alle partite di Basket ed effettivamente è proprio cosi. E’ una squadra che prende sistematicamente gol e allo stesso tempo riesce a ribaltare le partite per l’enorme potenziale offensivo dei Reds. A volte, però, non può andare sempre bene e alla lunga c’è il rischio di non vincere e di fare molta fatica, soprattutto nelle competizioni come la Champions League. Tornando al Milan voglio chiudere l’editoriale parlando di uno dei protagonisti di questo inizio di stagione : LUKA MODRIC. Mi ricordo che quando usci l’esclusiva di Fabrizio Romano e Matteo Moretto ero al settimo cielo perchè al di là del carisma che avrebbe portato nello spogliatoio, Luka all’età di 40 anni è ancora giocatore vero. Voglio riportare alcuni numeri per far capire la portato di ciò che stiamo assistendo : 1° per passaggi nell’ultimo terzo di campo, 1° per passaggi progressivi (quelli che coprono una distanza di almeno il 20% verso la porta avversaria, e senza considerare i passaggi effettuati nel 40% della propria metà campo difensiva). 4° per passaggi filtranti e 7° per passaggi chiave e fin qui nulla mi stupisce. La cosa impressione è quello che fa senza palla : la sua intelligenza tattica dimostra la differenza netta con gli altri centrocampisti e non solo del campionato italiano. Il pallone d’oro croato legge prima le situazioni di gioco anche in possesso, ed è attraverso il posizionamento e queste frazioni di secondo che riesce a spiccare per intercetti. 2° in Serie A con 9 in una Top Ten nella quale sono presenti soltanto difensori (il primo è Pongracic con 10). Sta facendo qualcosa di clamoroso e spero con tutto il cuore che possa reggere per tutta la stagione perchè oltre ad essere un trascinatore è un grande tifoso del Milan e uomo vero che ama il calcio. L’esultanza dopo il fischio finale contro il Napoli ne è la dimostrazione.

