Regalo di Natale: maglia del Milan da Monaco a Busto – di Luca Serafini

Alla faccia della rete, di Internet, del web, dell’AI, dell’IA, della posta elettronica, dei corrieri… Sebbene alla fine un piccolo ruolo Google l’abbia avuto, una favola d’altri tempi si è realizzata – nei giorni scorsi – attraverso le Alpi. Tutti gli anni a Villa Cortese, nei pressi della Malpensa, sulla strada tra Milano e Varese, secondo tradizione si radunano decine di ragazzine e ragazzini: lo scorso 14 dicembre, come sempre, ognuno ha lanciato in cielo il proprio palloncino colorato, con legata una letterina di Natale e la richiesta di un regalino. Riccardo Olmo, 9 anni, è stato particolarmente fortunato: la sua piccola pergamena ha viaggiato poco più di 300 chilometri, atterrando nei pressi di Monaco di Baviera, a Giggenhausen. L’ha raccolta un dipendente comunale di 47 anni, Martin Weichselbaum, e l’ha portata a casa, mostrandola alla moglie Anita e ai figli Benedikt (4 anni) ed Elisa (3). Grazie alla traduzione di Google e nonostante la letterina fosse un po’ deturpata, i Weichselbaum sono riusciti a ricostruire l’indirizzo di provenienza e la richiesta di Riccardo: qualcosa legato al Milan, la sua squadra del cuore. Detto fatto, i babbi Natale tedeschi si sono messi in contatto con la famiglia italiana, con la sede del club, con un corriere e sono riusciti a far recapitare una maglia rossonera originale proprio il 24 dicembre, unitamente a un bigliettino di auguri in due lingue. Alla faccia delle favole che non esisterebbero più, insomma. Mi permetto di aggiungere anche “alla faccia del pianeta e dell’ambientalismo”: questa usanza, queste feste di piazza o di sagrato con i palloncini colorati lanciati in cielo, abbia fine una volta per tutte! La plastica non si disintegra: torna sulla terra e, soprattutto, in acqua. Soffoca le colture, strozza e uccide gli animali, deturpa il pianeta. Continuiamo a lanciarle nel cielo, le letterine, ma legate alla zampa di un piccione o di una colomba: fa lo stesso effetto-favola, ma non inquina. Per il resto, complimenti al piccolo Riccardo per la fortuna e ai Weichselbaum per la generosità: l’operazione regalo di Natale allo sconosciuto amichetto italiano è costata 130 euro. Alla faccia della riservatezza.

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